CERAMICA   SALTARELLI

 

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La committenza

I vasai di Montelupo rifornivano le case e le mense della società fiorentina, delle grandi famiglie nobili e borghesi come: Medici, Pucci, Strozzi, Antinori, Fioravanti. Ma l'oggettistica s'indirizzava anche a soddisfare i bisogni di grandi Enti, come farmacie, ospedali, conventi, si pensi alle potenti istituzione di San Marco, Santa Maria Novella, Santa Maria Nuova.

Boccali, piatti, vasi, modellati e decorati a Montelupo, hanno percorso le vie dei grandi mercati d'Europa, raggiungendo in particolare la Francia, l'Inghilterra, l'Olanda. In seguito, famiglie di vasai originarie di Montelupo, sollecitate dalla crisi economica che nel Seicento coinvolse il Granducato, andarono a lavorare all'estero impiantando proprie fornaci in altre città europee, per impreziosire le case e le mense delle famiglie borghesi. Da sempre infatti la ceramica è stata uno status simbol, espressione della ricchezza e dello stato sociale e quindi ricercata e apprezzata.

Attraverso lo studio della produzione ceramica di Montelupo, la ricostruzione delle sue fasi storiche e delle vicende delle principali famiglie di vasai (ne sono state identificate circa 50, con oltre 800 ceramisti), si può ricostruire la storia politica, economica e del costume dello stato fiorentino, dall'espansione di Fiorenza al declino del Granducato.

La ceramica, impreziosita da lavorazioni raffinate e complesse, diviene lo specchio della ricchezza delle grandi casate toscane. Nei fastosi banchetti, organizzati secondo un preciso rituale, la realizzazione scenografica dei piatti e la loro elaborata presentazione costituiscono un motivo di orgoglio indiscutibile. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate si ordinavano a Montelupo interi serviti da mensa, costituiti da centinaia di pezzi, secondo una particolare unità di misura detta "a credenza" (duecento pezzi circa).

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